IL TAFANO. INTERVISTA N° 2 A PIER PAOLO DI MINO
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Cinque domande scomode ai protagonisti di Letterature senza esercito
25 set 2026 17:45
Alla fine di L’infinita compare la poesia di Pablo Neruda dalla quale la plaquette prende il titolo. La sua collocazione non è un semplice omaggio. Nei versi nerudiani la donna è un territorio che le mani dell’uomo percorrono senza riuscire a comprenderlo interamente: corpo, paesaggio, materia amorosa smisurata. Le diciotto poesie che precedono quel testo sembrano compiere il movimento inverso. Le mani appartengono ora alle donne: stringono un figlio, ricevono la fatica degli uomini tornati dal mare, si intrecciano in una promessa, firmano armistizi con il fisco, riparano la casa, cercano le parole. La figura osservata prende la parola e restituisce lo sguardo.